
Siamo nel bel mezzo del risveglio del clericalismo militante: basta osservare tutta la campagna a favore della cosiddetta "vita" e contro le tecniche abortive, ennesimo tentativo di colpevolizzare le donne nella libera gestione del proprio corpo, di relegarle al ruolo di mogli e madri sottomesse.
Senza dilungarmi troppo vorrei proporre un paio di riflessioni su questo tema scottante che spero servano a suscitare un dibattito e forse, a chiarire un pò le idee sull'argomento.
La vita umana comincia con la nascita: le ultime scoperte scentifiche hanno rivelato che è la stimolazione della luce sulla retina a provocare il funzionamento cerebrale e quindi l'inizio del tempo umano. La retina si forma intorno alle 24 settimane di vita, tempo tra l'altro mai calcolabile con esattezza in quanto non è mai calcolabile il momento esatto dell'inizio della gravidanza.
Prima della formazione della retina il feto non ha nessuna possibilità di vita, in nessuna condizione artificiale: diciamo che ci vogliono almeno trenta settimane perchè esso sia in grado, con gli appositi macchinari, di vivere senza riportare danni permanenti.
Quindi proporre che la vita cominci con l'embrione è per lo meno assurdo, tanto più che prima di 24 settimane non c'è neanche la possibilità di vita.
Detto ciò l'idea che la vita cominci con il concepimento è una novità nella storia della chiesa e tra l'altro è un'idea solamente cattolica perchè nè l'ebraismo e nè l'islam la ritiene valida.
Infatti affermava Rabbi Di Segni che, seguendo esodo 21,22 in cui sta scritto che chi provoca un aborto deve pagare un'ammenda non essere ucciso come prevederebbe la legge del taglione in caso di uccisione di un uomo, il concepito non può essere considerato persona.
"La personalizzazione" del feto è una invenzione della chiesa dell'ottocento in quanto anche tommasso d'aquino affermava che l'anima scende nel corpo e tre mesi ( a sei per le donne) e portò una serie di delitti efferati perchè, racconta Marina Caffiero nel suo ultimo libro, Battesimi Forzati, da allora in poi nei casi di parto difficile si tenderà a sacrificare la madre per salvare il frutto del "ventre pregnante".

C'è da riflettere su questa tendenza, unica del cattolicesimo, di inventarsi le cose col passare dei secoli e di imporle alla gente come dogmi: gli altri due monoteismi seguono alla lettera le disposizioni dei libri sacri, la chiesa inventa in continuazione leggi e le presenta come volontà divina: ma anche per questo la spiegazione è semplice.
Nel concilio vaticano I del 1870 Papa Pio IX, il famoso autore del sillabo contro la modernità, non che rapitore di Edgardo Mortara, il bambino ebreo battezzato furtivamente da una serva cattolica e strappato ai genitori e rinchiuso da Pio IX in persona in un convento, fece approvare il dogma dell'infallibilità papale che dichiara che il papa quando parla sub cathedra è infallibile perchè ispirato direttamente dallo spirito santo: in poche parole siamo di fronte ad una teocrazia tipo sacro romano impero in cui colui che parla è emissario diretto di Dio. Vedete bene che con idee di questo tipo, pensare ad una non ingerenza della chiesa negli affari dello stato è una pura utopia.
Non mi resta che augurarmi che domani accorrerete in molti alla manifestazione NO VAT 2008 a Roma: alle 14 a piazzale ostiense partirà il corteo a favore dei diritti delle donne e per la laicità dello stato.