The Cats Will Know sito di scrittura poesia arte


ULTIMI COMMENTI

MEMBRI
BUTTONS
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


Google
DICHIARAZIONI
Blogger: TCWKcoralli
Arti e culture femminili in tutte le loro declinazioni

Licenza di The Cats Will Know sito di scrittura poesia arte
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-
NonCommercial-NoDerivs 2.5 License
.



www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from famosedonne. Make your own badge here.
LINX
The Cats Will Know Art Gallery
The Cats Will Know Scrittura
TCWK PORTALE
TCWK FORUM

TheCatsWillKnow Antologia poesie e racconti
L'antologia di
The Cats Will Know é disponibile su Lulu. Guarda presentazione e anteprima


Acquista l'Antologia di The Cats Will Know su Lulu

Promuovi la nostra antologia
copiando il codice:



Il forum di The Cats Will Know poesia scrittura arte cultura
ISCRIVITI AL FORUM!
Condividi le tue sensazioni artistiche, segnala le tue opere e diffondi eventi culturali

ARCHIVIO
TAGS





mercoledì, 25 giugno 2008

C'è il nuovo E-book scaricabile gratis: 


http://www.praticomondo.net/download/downloadpage.htm

E' una produzione di Praticomondo realizzata dal geniale team guidato da Pratico in persona e realizzato da Vinnie Commedia ai quali vanno la mia viva riconoscenza e la personale soddisfazione.  Un progetto multimediale gradevolissimo al quale ho contribuito con le mie opere.

Si tratta di un flip book dei miei quadri, scelti e stupendamente commentati dalle poesie di Maria Serena Peterlin che ad essi si è ispirata.

Il flip book si chiama MADRE DI LUCE ed ha come argomento la maternità. Maria Serena dedica la sua fatica alle donne nelle quali la maternità si è già espressa o si esprimerà in tutte le forme che loro desiderano per sè e i loro cuccioli.

L'accesso è semplicissimo, basta cliccare sull'indicazione "clicca qui":  buona visione e grazie per la vostra attenzione.

Lucia



Lucia Merli - Ragazza con aquilone

inviato da: luciamerli alle 14:32 | permalink | commenti
categoria:
venerdì, 30 maggio 2008
Lucia merli - Viaggio fantasticoLucia Merli - Viaggio fantastico



Nel cielo con il cuore e la fantasticheria
sabato, 05 aprile 2008
Lucia Merli - omerta a morfassoLucia Merli - Omertà a Morfasso




Il ricordo di un drammatico avvenimento accaduto a Morfasso, sull'appennino piacentino, davanti a decine di persone che non hanno visto, nè sentito...
...o non ricordano più
nulla.
mercoledì, 27 febbraio 2008
Lucia merli - La pistaLucia Merli - la pista



lunedì, 11 febbraio 2008

Lucia merli - Festa di paese

Lucia Merli - Festa di paese

venerdì, 08 febbraio 2008
 

 

Il ricordo di una giornata indimenticabile

venerdì, 08 febbraio 2008

dalila sottani: IL NOBILE VOLTO DELLA GUERRIERA

  Inizio la mia collaborazione con questa testata magnifica, peraltro densa di persone amiche, segnalando questo testo della Poeta Dalila Sottani, mia Amica bolognese,  che sa rendere il proprio essere Donna con squisitezza dai toni altissimi.

 Sia la copertina che le figure interne sono mie creazioni delineate per Lei, per la sua Poesia immanente.

  Si può prendere il Volume su LULU:

http://www.lulu.com/content/1673734

il link del Suo blog:

http://fraildreams.splinder.com/

  roberto matarazzo

inviato da: erremme alle 19:13 | permalink | commenti (1)
categoria:
venerdì, 08 febbraio 2008
Siamo nel bel mezzo del risveglio del clericalismo militante: basta osservare tutta la campagna a favore della cosiddetta  "vita" e contro le tecniche abortive, ennesimo tentativo di colpevolizzare le donne nella libera gestione del proprio corpo, di relegarle al ruolo di mogli e madri sottomesse.
Senza dilungarmi troppo vorrei proporre un paio di riflessioni su questo tema scottante che spero servano a suscitare un dibattito e forse, a chiarire un pò le idee sull'argomento.

La vita umana comincia con la nascita: le ultime scoperte scentifiche hanno rivelato che è la stimolazione della luce sulla retina a provocare il funzionamento cerebrale e quindi l'inizio del tempo umano. La retina si forma intorno alle 24 settimane di vita, tempo tra l'altro mai calcolabile con esattezza in quanto non è mai calcolabile il momento esatto dell'inizio della gravidanza.
Prima della formazione della retina il feto non ha nessuna possibilità di vita, in nessuna condizione artificiale: diciamo che ci vogliono almeno trenta settimane perchè esso sia in grado, con gli appositi macchinari, di vivere senza riportare danni permanenti.
Quindi proporre che la vita cominci con l'embrione è per lo meno assurdo, tanto più che prima di 24 settimane non c'è neanche la possibilità di vita.

Detto ciò l'idea che la vita cominci con il concepimento è una novità nella storia della chiesa e tra l'altro è un'idea solamente cattolica perchè nè l'ebraismo e nè l'islam la ritiene valida.
Infatti affermava Rabbi Di Segni che, seguendo esodo 21,22 in cui sta scritto che chi provoca un aborto deve pagare un'ammenda non essere ucciso come prevederebbe la legge del taglione in caso di uccisione di un uomo, il concepito non può essere considerato persona.
"La personalizzazione" del feto è una invenzione della chiesa dell'ottocento in quanto anche tommasso d'aquino affermava che l'anima scende nel corpo e tre mesi ( a sei per le donne) e portò una serie di delitti efferati perchè, racconta Marina Caffiero nel suo ultimo libro, Battesimi Forzati, da allora in poi nei casi di parto difficile si tenderà a sacrificare la madre per salvare il frutto del "ventre pregnante".

C'è da riflettere su questa tendenza, unica del cattolicesimo, di inventarsi le cose col passare dei secoli e di imporle alla gente come dogmi: gli altri due monoteismi seguono alla lettera le disposizioni dei libri sacri, la chiesa inventa in continuazione leggi e le presenta come volontà divina: ma anche per questo la spiegazione è semplice.
Nel concilio vaticano I del 1870 Papa Pio IX, il famoso autore del sillabo contro la modernità, non che rapitore di Edgardo Mortara, il bambino ebreo battezzato furtivamente da una serva cattolica e strappato ai genitori e rinchiuso da Pio IX in persona in un convento, fece approvare il dogma dell'infallibilità papale che dichiara che il papa quando parla sub cathedra è infallibile perchè ispirato direttamente dallo spirito santo: in poche parole siamo di fronte ad una teocrazia tipo sacro romano impero in cui colui che parla è emissario diretto di Dio. Vedete bene che con idee di questo tipo, pensare ad una non ingerenza della chiesa negli affari dello stato è una pura utopia.

Non mi resta che augurarmi che domani accorrerete in molti alla manifestazione NO VAT 2008 a Roma: alle 14 a piazzale ostiense partirà il corteo a favore dei diritti delle donne e per la laicità dello stato.
mercoledì, 06 febbraio 2008
Lucia Merli - Le amicheLucia Merli - Le amiche
martedì, 05 febbraio 2008

(pittrice e cantautrice)

But you know I'm so glad to be on my own
Still somehow the slightest touch of a stranger
Can set up trembling in my bones
I know - no one's going to show me everything
We all come and go unknown
Each so deep and superficial
Between the forceps and the stone

Ma sai, sono contenta di starmene da sola
Eppure talvolta il più piccolo toccarmi di un altro
Riesce a far tremare le mie ossa
Lo so, nessuno mi mostrerà mai tutto
Noi tutti veniamo e andiamo estranei
Ciascuno così profondo e superficiale
Tra il forcipe e la tomba

I am on a lonely road and I am traveling
Traveling, traveling, traveling
Looking for something, what can it be
Oh I hate you some, I hate you some
I love you some
Oh I love you when I forget about me

 

Sono su una strada solitaria e sto viaggiando
viaggiando viaggiando viaggiando
sto cercando qualcosa, cosa può essere?
Oh un po' ti odio, un po' ti odio
un po' ti amo
oh ti amo quando mi dimentico di me


 

maybe it's paranoia, maybe it's sensitivity
your friends protect you, scrutinize me
I get so damn timid
not at all the spirit that's inside of me
oh, baby, I can't seem to make it with you socially
there's this reef around me
...

when you dig down deep, you lose good sleep
and it makes you heavy company
I will always love you
hands alike
magnet and iron, the souls...

forse è paranoia, forse è sensibilità,

i tuoi amici ti proteggono, mi scrutano

e divento così maledettamente timida

oh amore, non riesco a socializzare con te

c'è questa barriera intorno a me

...

quando si scava a fondo, si perde il sonno

e  fa cattiva compagnia

Ti amerò sempre

mani unite come il ferro e il magnete,

sono le anime.

Sometimes I get that feeling
And I want to settle
And raise a child up with somebody
I get that strong longing
And I want to settle
And raise a child up with somebody
But it passes like the summer
I'm a wild seed again
Let the wind carry me

 

Alcune volte ho la sensazione

Di volermi sistemare

E crescere un bambino con qualcuno

Ed è un desiderio forte

Di volermi sistemare

E crescere un bambino con qualcuno

Ma poi passa come l’estate

E sono di nuovo un seme selvatico

Lascio che il vento mi trasporti

 

Sito ufficiale

Biografia

Testi

lunedì, 17 dicembre 2007
Rosa Louise Parks è stata una pacifista statunitense afroamericana, figura-simbolo del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti, famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto dell'autobus ad un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus di Montgomery.
Nata Rosa Louise McCauley a Tuskegee in Alabama, figlia di James e Loeona McCauley, di confessione metodista, nel 1932 sposò Raymond Parks, attivo nel movimento per i diritti civili. Ha passato buona parte della sua vita a lavorare come sarta in un grande magazzino.

A partire dal 1943, la Parks aderì al Movimento per i Diritti Civili americano e diventò segretaria della sezione di Montgomery della National Association for the Advancement of Colored People. A metà del 1955 iniziò a frequentare un centro educativo per i diritti dei lavoratori e l'uguaglianza razziale. L'1 dicembre del 1955, a Montgomery, Rosa si rifiutò di obbedire all'ordine del conducente dell'autobus James Blake che le intimava di lasciare il posto a sedere e spostarsi nella parte posteriore del pullman per fare spazio ai bianchi; Rosa era stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe e rimase al suo posto. Per questo fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine.



Quella notte, cinquanta leader della comunità afro-americana, guidati dall'allora sconosciuto Martin Luther King, si riunirono per decidere le azioni da intraprendere per reagire all'accaduto. Il giorno successivo incominciò il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, protesta che durò per 381 giorni; dozzine di pullman rimasero fermi per mesi finché non fu rimossa la legge che legalizzava la segregazione. Questi eventi diedero inizio a numerose altre proteste in molte parti del paese. Lo stesso King scrisse sull'episodio descrivendolo come "l'espressione individuale di una bramosia infinita di dignità umana e libertà". "Rimase seduta a quel posto in nome dei soprusi accumulati giorno dopo giorno e della sconfinata aspirazione delle generazioni future".

Nel 1956 il caso della signora Parks arrivò alla Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, che decretò incostituzionale la segregazione sui pullman pubblici.
Da quel momento, Parks divenne un'icona del movimento per i diritti civili.
Ricevette numerose minacce di morte e non riuscì a trovare più lavoro, quindi si trasferì a Detroit, nel Michigan, all'inizio degli anni 1960, dove ricominciò a lavorare come sarta. Dal 1965 al 1988 lavorò come segretaria per il membro del congresso John Conyers.



Nel febbraio del 1987 Parks fondò il Rosa and Raymond Parks Institute for Self Development insieme a Elaine Eason Steele in onore del marito Raymond Parks. Nel 1999 ha ottenuto la medaglia d'oro al merito del Congresso.
È morta a Detroit per cause naturali il 24 ottobre del 2005.

(estratto da Wikipedia)
venerdì, 12 ottobre 2007

Il Nobel per la letteratura è stato assegnato quest'anno alla scrittrice Doris Lessing. E' stata premiata dall'Accademia svedese con questa motivazione: "Questa cantrice dell'esperienza femminile, che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa".

La scrittrice inglese è nata nel 1919 a Kermanshah in Iran e ha dunque 88 anni. Fino al 1949 è vissuta in Rhodhesia; dopo il divorzio dal secondo marito si è trasferita da sola con i figli a Londra. Dall'ambiente africano ha tratto gran parte dei temi fondamentali della sua narrativa.

Tra le sue opere maggiori 'I Figli della violenza', ciclo di 5 opere, tra cui 'Martha Quest' che narra la storia dell'emancipazione della protagonista e della sua ricerca di identità.

Seguono poi 'Il taccuino d'oro' che registra le inquietudini culturali degli anni '60, 'L'estate prima del buio (1963), 'Le memorie di un sopravvissuto' del 1974 e 'La brava terrorista' del 1985. E' stata autrice anche di commedie, di racconti ('Storie africané) e di un ciclo di romanzi fantascientifici Canopo in Argo. In Italia è stata pubblicata prevalentemente da Feltrinelli.

Il terrorismo, l' 11 settembre, la politica estera di Bush, i movimenti per la pace, la situazione disastrosa dello Zimbabwe dove è cresciuta. Ma anche il significato più profondo di vecchiaia e giovinezza, il potere liberatorio della risata, e il femminismo e la difesa del maschio vilipeso e insultato: Doris Lessing, premiata oggi con il Nobel per la Letteratura, è una di quelle scrittrici che non si sono mai sottratte ai giudizi, anche drastici e impegnativi. "Non credo che il cow-boy Bush libererà il mondo dal terrorismo" ha avuto occasione di dire parlando della guerra in Iraq. Sono state "isteriche", a suo parere, le reazioni americane all' 11 settembre e domandandosi il perché di tali reazioni: "in fondo gli americani sono nati dalla guerra e hanno avuto un conflitto civile violentissimo".

DA BUSH AL FEMMINISMO, MAI NEUTRALE
Quanto ai grandi movimenti Lessing, dimostrando di avere più fiducia nell'individuo che nelle grandi organizzazioni, ha detto di non crederci più: "credo all'impegno di breve periodo di piccoli gruppi su temi specifici. I movimenti per la pace, la guerra, contro gli armamenti, semplicemente non funzionano. E' una leggenda che io sia una specie di Giovanna D'Arco. Quando rifletto sul passato, oggi non vedo i grandi imperi e i dittatori, ma solo i piccoli individui, e le cose straordinarie che sanno realizzare". A più riprese la scrittrice ha condannato la situazione tragica dello Zimbabwe dove ha vissuto tra i cinque e i 30 anni quando si chiamava Rhodesia del sud, ed anche la corruzione del regime di Robert Mugabe: "é un disastro, in Zimbabwe sta morendo un'intera generazione di Aids ho amici che ogni settimana partecipano ad un funerale".

"Donna cinica" come si definisce, la oggi ottantottenne Lessing ha sempre parlato della vecchiaia con distacco: "vantaggi - ha detto - non ne ha nessuno. L'invecchiamento è una questione di aspettative degli altri nei nostri confronti. In Pakistan nel 1986 ho incontrato donne che potevano essere mie figlie e che avevano l'aspetto di trisavole perché la società si aspettava questo. Ora ci si aspetta che non si invecchi mai. Il vero momento in cui si invecchia è quando si tirano i remi in barca". Vecchio, ha avuto occasione di dire, significa "stupido e incapace. C'e sempre qualcuno da condannare o da ghettizzare. Come specie siamo ancora molto tribali: noi siamo buoni, gli altri cattivi". Le hanno chiesto del sesso fra donne mature e giovani ragazzi, come accade nel suo romanzo Le nonne: "in America - ha risposto - si è parlato addirittura di incesto di cui non c'é traccia nel mio libro. La cosa che mi sembra più interessante invece è che molte donne italiane hanno deciso di non avere più figli. Una volta Kurt Vonnegut diceva che la ragione per cui le donne non volevano più figli é che erano stanche di vederseli portare via dalla guerra. Che sia ancora così?".

Secondo la Lessing, che pure è diventata un'icona del movimento femminista con libri come The Grass is Singing e The Golden Notebook, gli uomini sono "continuamente vilipesi ed insultati" dalle donne, continuamente colpevolizzati per i crimini commessi dal loro sesso. "Sono sempre più sconcertata dall'ormai automatico disprezzo nei confronti degli uomini, diventato parte della nostra cultura senza che nessuno si lamenti", ha detto. Secondo la scrittrice, molto è stato ottenuto grazie al movimento femminista ed ora le donne godono di una relativa uguaglianza con gli uomini, soprattutto in termini di paga e di lavoro, anche se, a suo parere, per raggiungere la vera parità dei sessi si deve risolvere il problema della cura dei figli, che resta a tutt'oggi relegato al ruolo materno.

Dunque le donne si dovrebbero concentrare sul cambiamento di quelle leggi obsolete che le riguardano, invece di disperdere "molte energie" in insulti inutili a danno dei maschi. In un un mondo in cui i media stanno abituando tutti a livelli altissimi di violenza, in una sorta di silenzioso lavaggio del cervello, la ricetta di Lessing è di affidarsi alla risata: "la risata è qualcosa di molto potente e solo le persone civili, le persone libere ed emancipate, sanno ridere di se stesse". Ma è soprattutto dalla letteratura e dalla storia che per Lessing ciascuno di noi dovrebbe imparare come essere un cittadino ed un essere umano, avendo il coraggio di esprimere opinioni che si discostano da quelle della massa.

p.s. di Doris Lessing vi consiglio il pressoché sconosciuto ai più, ma stupendo, Gatti molto speciali, La Tartaruga, 2002

domenica, 29 luglio 2007


Clara Calamai (ma nei primi lavori usò lo pseudonimo di Clara Mais) nasce a Prato nel 1915, figlia del capostazione di quella che nei primi anni del secolo scorso si poteva ancora considerare una cittadina di provincia. A sedici anni è protagonista e vittima di un evento drammatico che la segnerà per tutta la vita (e probabilmente contribuirà a formarle quel carattere così introverso): si innamora di un giovanotto di sei anni più grande, appartenente ad una delle famiglie più in vista di Prato. I genitori di lui e di lei sono ovviamente contrari e fanno di tutto per impedire che i due possano approfondire la loro relazione. Clara è così sconvolta da quegli ostacoli che le vietano di raggiungere quella che lei reputava la felicità totale, da decidere di porre fine ai suoi giorni. Prende la pistola di suo padre, la indirizza al cuore e preme il grilletto. Ma il colpo non parte, Clara è salva. Però - e qui emerge tutto il suo carattere volitivo - non si arrende: tira su il cane, preme di nuovo il grilletto e questa volta il revolver fa il suo dovere. Trasportata all’ospedale, rimane per alcuni giorni tra la vita e la morte. E i dottori appureranno che la pallottola non le ha trapassato il cuore solo perché leggermente deviata da una costola.

Non sarà un miracolo, ma solo il frutto della sua bellezza - una bellezza cristallina e per niente vistosa - se qualche anno più tardi entrerà per la porta principale nel mondo del cinema. La leggenda racconta di una sua fotografia che, passata di mano in mano, pervenne in quelle del regista Aldo Vergani (altre fonti dicono che invece il suo scopritore sia stato il direttore di produzione Eugenio Fontana); resta il fatto che le fu chiesto di andare a Roma per un provino. La stessa leggenda vuole che lei si mostrasse ritrosa a partire, ma che invece ebbe la spinta dai genitori, stranamente scevri dai tipici pregiudizi verso il mondo dello spettacolo ancora presenti negli anni a cavallo fra le due guerre mondiali.

Alla prima particina nel Pietro Micca, polpettone propagandistico voluto dal regime fascista, seguì tutta una serie di pellicole non certo di eccelsa qualità: Ettore Fieramosca, Io, suo padre, Il socio invisibile, L’eredità in corsa. Nel 1941 uscì il film che le dette notorietà internazionale e non solo per la sua recitazione, ritenuta unanimemente eccellente, quanto per un fatto che la storia del cinema cataloga come il primo seno nudo apparso in un film non proibito dalla censura. Lo volle Alessandro Blasetti nella Cena delle Beffe, tratto dall’omonimo dramma di Sem Benelli. Fu un evento che suscitò molto scalpore ed ebbe non pochi strascichi polemici.



Mentre la stampa dell’epoca le costruiva addosso il personaggio della diva, o meglio della "donna fatale", la sua personalità la portava a giocare un ruolo esattamente agli antipodi: era gelosa della sua vita privata, non amava mettersi in mostra, preferiva la penombra del salotto di casa sua alle luci del teatro di posa o ai titoloni sui giornali.
In seguito e si gettò anima e corpo nella lavorazione di quello che lei stessa sentiva (e lo ha detto più volte) come il film più importante della sua vita: Ossessione, diretto da Luchino Visconti. Una lavorazione comunque non facile perché Clara ogni giorno di più subiva il fascino di quell’uomo burbero ma gentile, che la trattava talvolta con durezza ma nello stesso tempo con tanto charme. E quale fu la delusione di Clara, quando si dovette accorgere che le maggiori attenzioni di Luchino non erano dirette a lei, bensì verso il protagonista maschile, Massimo Girotti!
Il film, il primo di Luchino Visconti, ebbe un grande successo anche internazionale, e Clara venne issata, suo malgrado, sul piccolo piedistallo riservato ai divi di prima grandezza. Ecco come la descrisse un critico cinematografico, con l’enfasi e la retorica tipici dell’epoca: "Bronzeo il viso, come statua scolpita, curva la fronte ampia ed altera, morbida l’ombra delle rosee gote, incantevoli gli occhi a mandorla, carnose le labbra sensuali, nel volto incorniciato di capelli bruni”.

Ma nonostante il grande successo della pellicola Clara uscì spossata da questa esperienza e in piena crisi esistenziale. Le occorsero due anni di quasi totale inattività e l’incontro con un pilota di aerei (il fascino della divisa azzurra!) per farla tornare alla realtà. Ma con il cinema non riannodò più quel filo che si era - con Ossessione - irrimediabilmente spezzato. Sì, è vero, girò ancora qualche film - anche con lo stesso Visconti, che la volle nella parte di una prostituta nelle Notti bianche - ma Clara aveva deciso che quel mondo artificiale ormai non le apparteneva più. E se ne tenne lontana per gli oltre quarant’anni che le restarono da vivere (Clara muore il 21 settembre 1998 a Rimini). Salvo apparire in Profondo rosso di Dario Argento, del 1975: l’anziana attrice è l’assassina vestita di nero lucente.

inviato da: taughtbythirst alle 11:25 | permalink | commenti
categoria: cinema, calamai
lunedì, 11 giugno 2007
**
commenti  (popup)

  GENTILESCHI ARTEMISIA

Gentileschi Artemisia (1593-1653): figlia e allieva di Orazio Gentileschi, nasce a Roma nel 1593 e inizia a dipingere giovanissima. Nel 1612 viene stuprata da Agostino Tassi, collega e amico paterno, già suo insegnante di prospettiva.
L'iter probatorio culminò nella drammatica tortura dei "sibilli" (cordicelle strette attorno alle dita), inflitta dagli inquisitori ad Artemisia per acclarare l'accertamento della verità. Non si arrende e riesce a farlo condannare riottenendo il suo onore, cosa difficilissima ai nostri tempi figuriamoci nel 1610. Malgrado il marchio lasciatole dall'oltraggio e le chiacchiere sarà famosa in tutte le corti di Europa. Il femminismo ne ha fatto una portabandiera.
Allieva del padre, proprio per le vicende personali che non ha mai permesso fossero dimenticate, sarà più famosa di lui. Forse per lasciarsi alle spalle lo scandalo, la pittrice sposa poco dopo il fiorentino Antonio Stiattesi e si trasferisce nella città del marito. A Firenze Artemisia esegue varie opere di chiara impronta caravaggesca, come per esempio la Giuditta e Oloferne degli Uffizi.
Nel 1621 lascia la città granducale per raggiungere il padre a Genova. Rientrata a Roma nel 1622, vi rimane fino al 1630, quando si trasferisce a Napoli (quest'anno firma e data L'Annunciazione di Capodimonte, nella quale porta a maturazione le esperienze romane e in particolare il ricordo della pittura di Vouet); del periodo napoletano sono anche la Nascita del Battista e i dipinti con le Storie di san Gennaro per il duomo di Pozzuoli, dove lavora in collaborazione con Massimo Stanzione.
Dalla città partenopea si allontana per soggiornare qualche tempo a Firenze, a Roma e a Londra dove il padre si era stabilito nei suoi ultimi anni e dove Artemisia dipinge diversi ritratti di membri della famiglia reale e di nobili, ancora presenti in varie collezioni inglesi. Muore a Napoli tra il 1652 e il 1653.

Prima opera datata e firmata da Artemisia (a soli diciassette anni), documenta la fase iniziale dello stile della pittrice, ancora evidentemente disciplinato dagli insegnamenti del padre. Il disegno anatomico e la luce chiara e delicata sono elementi appresi dalla pittura di Orazio, mentre già l'accostamento cromatico di giallo-verde, violetto, rosso e grigio-blu, caratterizza l'opera con altri riferimenti, che Artemisia adopererà anche in seguito. Il contorcimento della figura nuda della bellissima Susanna possiede il ritmo "serpentinato" tipico del manierismo e derivato da certe figure della Sistina di Michelangelo come l'Adamo espulso dal Paradiso, dipinto sulla volta. Nonostante questa e altre fonti di ispirazione visiva rintracciate dalla critica, la composizione risulta semplice ed essenziale nel presentare, con taglio verticale, gli elementi protagonisti della composizione senza troppi dettagli paesaggistici, che distoglierebbero l'attenzione dall'inquietudine dell'immagine centrale. La dimensione psicologica della vicenda rappresentata è subito chiara, soprattutto nella posa invadente dei due vecchi che si sporgono dal muretto, incombendo, complici e scuri, sulla bianca Susanna indifesa. Il punto di vista sembra essere tutto femminile, come si evince dallo sguardo sprezzante della giovane donna che, con realistica repulsione, rifiuta le richieste erotiche dei due vecchi.
 Susanna e i vecchioni - 1610

L'iconografia del dipinto si riferisce a un momento della storia di Giuditta successivo alla decapitazione di Oloferne, quando l'eroina biblica e la sua ancella stanno per lasciare l'accampamento assiro. L'ambientazione in questo splendido dipinto è quella dell'interno buio della tenda dove le due donne occupano tutto lo spazio verticale e ravvicinato, rivolgendo entrambe lo sguardo e la testa verso destra (fuori dal campo del dipinto,) come richiamate da qualcosa che attira la loro attenzione. La stessa impostazione era stata utilizzata da Orazio Gentileschi nella Giuditta conservata a Oslo, di cui questa sembra essere una derivazione meno meditata e descrittiva ma più austera ed essenziale nel delineare gli elementi fondamentali della narrazione, ossia la complicità delle due figure unite e il senso di sospensione nel dramma. La particolare posa delle due donne ricorda quella delle due figure di Cristo e san Pietro nella Vocazione di san Matteo che Caravaggio aveva dipinto per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi a Roma. Sulla datazione e sul luogo di esecuzione del quadro gli studiosi non concordano, avvicinandolo ora al periodo fiorentino ora al periodo romano dell'artista. Si trova comunque citato nell'inventario mediceo fin dal 1637

inviato da: sahara67 alle 14:29 | permalink | commenti
categoria: